Lavoro: classe media più povera. Susini: “Misure assistenzialistiche condannano alla povertà”

Gio, 04/08/2022 – 11:45 — La redazione

Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

“Il fenomeno dell’assistenzialismo italiano migliora le condizioni economiche delle famiglie più povere ma allo stesso tempo peggiora quello della classe media. Grazie al Reddito di Cittadinanza, le famiglie più povere aumentano i loro redditi mentre quelle del ceto medio, a seguito delle misure di sostegno alla pandemia, li vedono diminuire”, lo dichiara Sandro Susini, fondatore di Susini Group S.t.P., studio fiorentino leader nella consulenza del lavoro.

Secondo una ricerca del Centro Studi di Susini Group, il reddito medio pro-capite anti covid dei lavoratori dipendenti era di euro 21.060,00. Nell’anno 2020, il medesimo reddito è sceso a euro 20.720,00 (meno 340,00 euro) e il 2021 non lascia presagire niente di buono. Molti lavoratori che guadagnavano poco più della soglia minima per accedere al ceto medio, si sono ritrovati declassati.

Il team di Susini Group S.t.p.

“La classe media, prima della pandemia, era rappresentato da oltre il 40% della popolazione, oggi, invece, raggiunge a malapena il 25% con un continuo andamento verso il ribasso e una famiglia su due fatica ad arrivare a fine mese – spiega Susini – Gli italiani risultano essere più poveri e la distanza fra i due ceti sociali è andata ad assottigliarsi”. A peggiorare la situazione per del ceto medio, proprietari di immobili, “è stato il calo dei prezzi delle case e, soprattutto, la pandemia ha limitato le ore lavorate e, quindi, il reddito prodotto” aggiunge.

“A tutti coloro che hanno dovuto fare i conti con la cassa integrazione, lo stato ha riconosciuto una indennità economica almeno del 30% inferiore alla retribuzione contrattuale a cui avrebbe avuto diritto in caso di prestazione lavorativa – continua Susini nella sua disamina – Questo è uno dei motivi principali per cui si è registrato una diminuzione del reddito medio dei lavoratori dipendenti”.

Ma il dato sulla perdita miliardaria dai redditi da lavoro è quello che preoccupa di più. “Si stima che si siano persi oltre 6,1 miliardi di reddito da lavoro dipendente nell’ultimo anno – rileva lo studio del Centro Studi Susini Group – Grazie al reddito di cittadinanza, invece, chi prima aveva un reddito vicino allo zero perché non lavorava, adesso può usufruire di una rendita annua media di 5-6mila euro”.

Sandro Susini, consulente del lavoro e vincitore del Leone d’Oro alla carriera per meriti professionali

“Sicuramente – prosegue Susini – le misure di sostegno alla pandemia non si sono dimostrate abbastanza efficienti come quelle messe in campo per combattere la povertà e chi ne ha fatto le spese sono stati i lavoratori. Una Italia più povera significa che siamo dinanzi ad una mancanza di benessere che porta ad una insoddisfazione e protesta da parte del cittadino.

“Pur riconoscendo la bontà, sia del Reddito di Cittadinanza che degli ammortizzatori sociali – chiosa il consulente del lavoro – occorre che il nostro Governo si attivi per correggere quelle distorsioni degli istituti assistenziali che ad oggi condannano ad una minore rendita chi è costretto a ridurre il lavoro per motivi non  inerenti la sua volontà.

“I ricchi, invece – conclude Susini – sono sempre più ricchi e la distanza reddituale fra la classe media e quella ricca è andata ad ampliarsi”.

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